La lotta di LIBERA continua

L’8 agosto 2015 saranno passati 7 anni dall’infame sgombero dello spazio sociale anarchico LIBERA di Marzaglia.
Il 19 novembre ci sarà una nuova udienza del processo contro chi cercò di difendere quell’esperienza.
Oltre allo sgombero ed alle manganellate, quattro compagni e compagne rischiano pesanti condanne.

Il 10 maggio 2003, nel primo corteo cittadino per opporsi alla costruzione dell’autodromo, sullo striscione di apertura avevamo scritto “Esattamente la città che non vogliamo”; dopo tanti anni riaffermiamo gli stessi principi dell’ecologia sociale che abbiamo messo in pratica. LIBERA è stata sgomberata ma è caduta in piedi, si è riorganizzata ed è ancora qui a ribadire che la città che vogliamo non è quella della cementificazione, dell’inquinamento e del servilismo istituzionale.

L’assessore Marino dichiarò guerra all’autogestione e arrivarono sgomberi e denunce per continuare a lasciare stabili vuoti e alimentare la speculazione.
I terreni su cui è stato costruito l’autodromo erano in gran parte vincolati ad uso di verde pubblico ma, tramite una lottizzazione abusiva, si costruì illegalmente una struttura ad uso privato.
Quei terreni devono tornare ad uso pubblico e l’autodromo deve essere demolito.
Come Liberi e Libere, vecchi e nuovi, abbiamo le idee chiare:
continueremo vivendo una Socialità non Mercificata, creando e sostenendo arte e cultura libertaria, lottando per diffondere l’autogestione contro il Potere e contro chi non ce l’ha ma lo vuole.
E’ il Potere che deve avere paura di noi, non il contrario.

Libera Officina, via Tirassegno 7, Modena

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