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I FOGLI DI VIA NON FERMERANNO L’ANTIFASCISMO!

È notizia di questi giorni la notifica di alcuni fogli di via da Modena a persone riconosciute arbitrariamente lo scorso 15 dicembre in largo Porta Bologna, in occasione della manifestazione antifascista che si opponeva al presidio “no ius soli” poco distante, organizzato da tutte le sigle dell’estrema destra modenese.
Quella sera, in un ritrovo autorizzato e gremito di gente, le forze dell’ordine si schierarono in maniera massiccia, chiudendo ogni accesso alla piazza della contromanifestazione, intimando a chi passava di esibire i documenti ed impedendo l’accesso al furgone che trasportava l’impianto audio.
Dopo ore di accerchiamento ravvicinato, i reparti antisommossa caricarono violentemente la manifestazione, disperdendola nelle strade laterali e di fatto consentirono ai neofascisti di propagandare indisturbati i loro deliri xenofobi.

Oltre a due compagni fermati quella sera e rilasciati il mattino seguente con in mano il foglio di via da Modena assistiamo ora, a distanza di ben quattro mesi, all’arrivo di altre misure restrittive a persone nemmeno identificate quella sera. Il foglio di via è uno strumento repressivo particolarmente arbitrario ed odioso, che sempre più sindaci, prefetti e questori utilizzano al posto di “regolari” processi per allontanare con effetto immediato persone sgradite dalle città (in particolare dai centri storici) e per colpire militanti dei movimenti di lotta, mettendoli/e di fatto nell’impossibilità di fare politica in certe città.
A queste misure repressive, il collettivo anarchico Libera e la sezione modenese dell’Unione Sindacale Italiana si oppongono e si opporranno con forza.

Invitiamo chiunque sia stato/a colpito/a dalla repressione in merito a questa o ad altre mobilitazioni antifasciste a mettersi in contatto con noi, troverà nel nostro collettivo la piena solidarietà ed un appoggio concreto per lottare contro queste odiose restrizioni.
Complici e solidali!
L’antifascismo non si processa e non si ferma con un pezzo di carta!

Spazio sociale anarchico Libera
Usi-Ait sez. Modena

Voti a perdere

Noi, anarchici ed anarchiche, anarcosindacalisti ed anarcosindacaliste dello spazio sociale Libera, lo scorso 4 marzo abbiamo, come sempre, disertato le urne. Insieme a noi, oltre 12 milioni di cittadini con diritto di voto stavolta non hanno votato: si sono rifiutati di partecipare al rito della scelta dei loro padroni, nonostante il menù delle liste, da destra a sinistra, fosse ricco.

Chi sguazza nel gioco della politica istituzionale cerca di far passare il rifiuto del voto come un semplice disinteresse, che quindi deve essere delegittimato e corretto. In realtà, mettere una X su una scheda rappresenta un impegno davvero minimo: significa di fatto delegare ogni aspetto della propria vita ai professionisti della politica, regalando loro la legittimità per continuare a farlo.

Riteniamo ridicolo che partiti come la Lega (che ha preso meno di 6 milioni di voti su 45 505 000 aventi diritto) pretendano di rappresentare il popolo italiano.

Riteniamo inoltre che la delegittimazione del potere possa essere un passo importante, e reputiamo quindi la crescita dell’astensionismo come un valore positivo.

Sappiamo però che, per costruire una società autogestita, questo non basta: oltre a rifiutare i meccanismi e gli strumenti del potere, occorre attivarsi quotidianamente nei movimenti di lotta dal basso, per creare fin da ora una società auto-organizzata, in aperto contrasto a Stati e capitalismo.

La democrazia diretta o partecipata non ha nulla a che vedere con liste, candidati o eletti.

Solo la lotta può sconfiggere lo sfruttamento, il capitale ed il fascismo, il voto invece li alimenta.

Viva l’anarchia!

Spazio sociale libertario/anarchico LiberA, Via del Tirassegno 7, Modena

Manipolare la realtà, favorire il fascismo

Nelle ultime settimane alcuni giornali si sono interessati all’opuscolo di Emilia Antifascista, un documento giunto ormai alla terza edizione e che monitora i partiti e i movimenti fascisti e le loro articolazioni più o meno velate nell’associazionismo nelle nostre zone. Che forse finalmente anche i giornalisti si siano resi conto di quanto i gruppi fascisti stiano crescendo e di quanto siano in grado di fare proselitismo, raccogliere consensi e infiltrarsi nella società tramite associazioni apparentemente apolitiche, ma in realtà emanazione di partiti di estrema destra? Ovviamente no: alla corretta informazione hanno preferito l’informazione spettacolo, fatta di scoop inesistenti e vittimismo di esponenti di destra che si sentono minacciati.

L’opuscolo, un’inchiesta di 44 pagine che raccoglie informazioni pubbliche sui gruppi fascisti presenti nelle province di Modena, Bologna e Reggio Emilia, viene infatti definito una “lista di proscrizione”, cioè un elenco di nomi e indirizzi di persone da colpire. Sfidiamo chiunque a leggere l’opuscolo (disponibile qui) e a trovare qualcosa di simile a quanto millantato. Gli unici nomi che compaiono nell’opuscolo sono quelli di persone che ricoprono o hanno ricoperto cariche pubbliche all’interno dei partiti e delle associazioni di cui si parla: informazioni disponibili a chiunque, compresi quindi anche quei giornalisti che, evidentemente, le hanno ignorate fino a ora e continuano a ignorarle, preferendo dare spazio e visibilità a quegli esponenti di destra che si dicono minacciati dalla diffusione di informazioni che sono, ribadiamo, pubbliche, e che peraltro non sono state in alcun modo smentite dai diretti interessati. Non abbiamo visto queste reazioni scomposte e questi ribaltamenti della realtà, né la solidarietà di esponenti del PD (che ovviamente non avranno nemmeno letto l’opuscolo ma nella loro democratica lontananza dalla realtà si affrettano a dare contro a ogni antifascista che non sia dei loro), quando altre inchieste sulle organizzazioni neofasciste sono apparse su testate come L’Espresso e Repubblica.

Di fronte a un’inchiesta giornalistica dal basso, anche il Resto del Carlino di Bologna ha tentato di utilizzare le proprie capacità investigative “scoprendo” che è tutto partito dalla Libera Officina, probabilmente sulla base di un solo e vacillante indizio: era il sito della Libera Officina a ospitare la prima versione dell’opuscolo. Questo nonostante su quello stesso opuscolo ci fosse scritto che Emilia Antifascista è nata “dall’incontro di diverse individualità reggiane e modenesi provenienti dai movimenti antagonisti e anarchici”: solo l’ennesima dimostrazione di come del reale contenuto non gli importasse nulla.

Ma ora sappiamo una cosa: c’è chi mette in guardia dai fascisti indicando i loro partiti, associazioni e luoghi di ritrovo, e dall’altra parte c’è chi mette in guardia i fascisti stessi, indicando i luoghi da cui, secondo loro, sarebbero partite minacce e liste di proscrizione.

Rinnoviamo l’invito a non farvi prendere in giro: la fonte di cui parlano è a vostra disposizione, non avete bisogno di farvi dire cosa c’è scritto da qualche giornalista in cerca di scoop.

Giuseppe Pinelli: una storia soltanto nostra, una storia di tutti

Riceviamo e ripubblichiamo il comunicato del Centro studi libertari / Archivio G. Pinelli

In preparazione dell’anniversario dei cinquant’anni dai fatti di piazza Fontana e dall’assassinio di Giuseppe Pinelli, il Centro studi libertari / Archivio G. Pinelli ha avviato un progetto di public history intitolato «Giuseppe Pinelli: una storia soltanto nostra, una storia di tutti» e una campagna di crowdfunding per sostenerne i costi.

In questi quasi 50 anni molto lavoro è stato fatto, che ha portato tra le altre cose allo sgretolamento delle prime versioni e tesi ufficiali, alla riabilitazione del “ferroviere anarchico”, a gettare luce sulle reali motivazioni della strage di piazza Fontana e sulle complesse dinamiche che hanno attraversato quell’intenso periodo della storia italiana. Tuttavia, non si tratta di una storia conclusa: è fondamentale ancora oggi conoscere le dinamiche di potere che hanno istruito gli eventi, gli uomini che ne sono stati coinvolti, le conseguenze che hanno avuto su di un’epoca.
Il nostro progetto intende raccogliere testimonianze e documenti su Giuseppe Pinelli, informazioni su quanto è stato fatto nel corso degli anni, per rendere disponibile e fruibile a tutti il materiale raccolto con l’obiettivo di costruire una storia partecipata che, attraverso la figura del “ferroviere anarchico”, possa raccontare tutta un’epoca, nell’intenzione di dare uno strumento in più al mondo di oggi per interpretare se stesso.

Per questo progetto il Centro Studi si avvale della collaborazione di un comitato scientifico costituito da: Claudia Pinelli, Silvia Pinelli, Giampietro Berti, Nicola Del Corno, Paolo Finzi, Marcello Flores, Mimmo Franzinelli, Lorenzo Pezzica.

Il progetto si articola essenzialmente in tre attività:

• Raccolta documentaria e ordinamento archivistico, a partire dal materiale conservato presso il Centro Studi e dall’archivio personale di Licia Pinelli (documenti, lettere, foto, ritagli stampa);

• Ricognizione che interroghi l’impatto della vicenda e delle mobilitazioni che ne sono scaturite in ambito sociale, politico, artistico, in modo da identificare fonti e materiale d’interesse ai fini del progetto (mobilitazioni, inchieste, iniziative);

• Realizzazione di interviste video che raccolgano la testimonianza di quanti hanno vissuto gli eventi e conosciuto
Giuseppe Pinelli.

L’obiettivo finale del progetto è quello di costituire un archivio digitale, liberamente consultabile online, che possa offrire percorsi di lettura a quanti vorranno conoscere più a fondo o incontrare per la prima volta la storia di Giuseppe Pinelli.

Il Centro Studi Libertari e Archivio G. Pinelli è stato fondato nel 1976 dai compagni di militanza politica di Giuseppe Pinelli. Siamo un’ associazione senza fini di lucro, indipendente e completamente autofinanziata.
Per realizzare questo ambizioso progetto abbiamo bisogno del tuo supporto. Scopri come puoi aiutarci visitando il link riportato in calce a questo comunicato oppure scrivendoci.

Per maggiori informazioni:
centrostudi@centrostudilibertari.it www.centrostudilibertari.it
facebook: CSL – Centro Studi Libertari / Archivio Giuseppe Pinelli
LEGGI LA DESCRIZIONE E DONA SU PRODUZIONI DAL BASSO:
www.produzionidalbasso.com/project/giuseppe-pinelli-una-storia-soltanto-nostra-una-storia-di-tutti/

Mobilitazione Cittadina – Contro ogni forma di razzismo

Rinnoviamo l’invito a partecipare alla mobilitazione cittadina organizzata da Emilia Antifascista

15 DICEMBRE:CONCENTRAMENTO ORE 20 LARGO PORTA BOLOGNA
NON È PIÙ TEMPO DI STARE A GUARDARE!

NAZI #FÒRADAIMAROUN!

Ancora una volta, nascondendosi dietro una sigla di comodo – in questa caso “Difendi Modena” – la galassia neonazista e neofascista regionale scenderà nelle strade della nostra città attraverso il paravento dello Ius Soli, una legge già fatta naufragare dal governo in carica, per manifestare contro l’estensione temperata dei diritti di cittadinanza a chi di fatto è già italiano, ma non ha il colore o il sangue giusto. Abbiamo visto com’è andata a finire la precedente fiaccolata “apolitica” e “apartitica” del 10 luglio, chiamata da un analogo sedicente “comitato”: un corteo formato da tutti i gruppi, gli squadristi e i nostalgici fascisti della regione, alla cui testa ha marciato e comiziato Roberto Fiore, leader di Forza Nuova, insieme a Fabio De Maio, presidente di Terra dei Padri, e Andrea Casolari, oggi coordinatore locale di Progetto Nazionale e nazista del Veneto Fronte Skinhead, in cui si è propagandata la “difesa della razza” e la purezza del “sangue italiano.”

Questa volta, nella sera del 15 dicembre, confluiranno in gran numero i nazisti del Veneto Fronte Skinhead, coorganizzatori come Progetto Nazionale del corteo e noti solo ora per le intimidazioni squadriste delle ultime settimane, ma come ben sappiamo già attivi da diverso tempo anche sul nostro territorio. Ancora una volta dietro a tutto ciò il “circolo” Terra dei padri, sempre più centro di ritrovo, supporto logistico e casa comune dell’estrema destra dell’Emilia Romagna. Perché è questo che fa il sedicente circolo, nonostante le arrampicate sugli specchi, i poco onorevoli dinieghi e i ridicoli tentativi di smentita: è evidente il suo ruolo e il progetto dei suoi fondatori, i fatti stanno lì a dimostrarlo, come gli articoli e le inchieste prodotte dalla controinformazione.

Diciamo basta allo sdoganamento di questi gruppi dichiaratamente fascisti, nazisti e razzisti, che vogliono piantare radici a Modena, propagare un’infame guerra tra poveri, legittimare le proprie sporche attività e le proprie violenze squadriste in una città che ha pagato col sangue la propria Liberazione da queste ideologie. Non si può più tollerare che questi soggetti possano liberamente girare per Modena, con il pericolo che si finisca come a Como, Mantova, Verona, Firenze, Fermo, Roma.

Per questo a fronte dell’immobilismo delle istituzioni, a partire dall’amministrazione comunale, per il 15 dicembre lanciamo una giornata di mobilitazione cittadina dove ognuno possa contrastare l’avanzata di un idea di società che non ci appartiene. Invitiamo tutti i sinceri antirazzisti, antifascisti, chi preferisce la solidarietà all’odio xenofobo e tutti coloro che non si vogliono voltare dall’altra parte di fronte a questa deriva di dare il proprio piccolo contributo sostenendo le iniziative antifasciste.

CONCENTRAMENTO LARGO PORTA BOLOGNA ORE 20!

Emilia Antifascista

Spazio Anarchico Libera - Libera Officina