Emilia Antifascista

Questo è il testo dell’opuscolo che la rete Emilia Antifascista ha prodotto e distribuito a partire da luglio 2016. Ultimo aggiornamento: giugno 2017.

La rete “Emilia Antifascista” nasce nel gennaio del 2016 dall’incontro di diverse individualità reggiane e modenesi provenienti dai movimenti antagonisti e anarchici.
Al di là della nostra militanza nei collettivi e nelle lotte sociali, abbiamo riconosciuto nell’antifascismo un elemento di forte coesione, e abbiamo deciso di mettere in piedi questa rete per contrastare il crescente attivismo dei neofascisti nelle nostre provincie.
Questa rete si propone di essere uno strumento di controinformazione, condivisione di esperienze ed informazioni, conoscenza reciproca e ovviamente di mobilitazione attiva sempre più partecipata contro la presenza neofascista nei luoghi in cui viviamo.
Questo opuscolo raccoglie i primi scritti emersi dagli incontri della rete, e vuole essere uno strumento utile per far aprire gli occhi sulle realtà fasciste presenti nei nostri territori ed inoltre avvicinare e coinvolgere i numerosissimi antifascisti già presenti nelle nostre provincie, oltre che per allargare questa rete anche alle altre città dell’Emilia Romagna.

Allarghiamo la rete a dismisura, togliamo ogni spazio ai fascisti!

REALTÀ FASCISTE PRESENTI SUL TERRITORIO DI MODENA

Forza Nuova

Partito neofascista, razzista e omofobo di Roberto Fiore che si richiama al regime di Mussolini e alla Rsi. Per penetrare nel sociale e allargare la propria cerchia di iscritti e militanti utilizza una serie di associazioni “benefiche” e di “volontari”, solo apparentemente spoglie di simbologia ideologica e richiami partitici, ma che dietro nascondono l’azione politica dei fascisti di Forza Nuova.

Tra queste vi sono:

– Lega della terra: associazione-articolazione di Forza Nuova che si occupa di legare i classici temi dell’estrema destra (discriminazione razziale, chiusura delle frontiere, autarchia) alla tutela del mondo agricolo e alla promozione dei prodotti italiani. Promuove, in sintonia con l’ideologia fascista, il “ritorno alla terra” e allo stile di vita contadino. In provincia di Modena, nella località appenninica di Frassinoro, è stata acquisita (?) una tenuta con terreni dove è stata alloggiata una famiglia di militanti forzanovisti in difficoltà economiche per intraprendere l’autosostentamento attraverso il lavoro agricolo. Da sottolineare che è il primo esperimento di questo tipo sul territorio nazionale, all’oggi miseramente fallito, in quanto la famiglia è stata espulsa dal progetto e abbandonata al proprio destino.

– Associazione Evita Peron: articolazione femminile di Forza Nuova, ha lo scopo di promuovere, in linea con il tradizionalismo e l’integralismo cattolico, messaggi xenofobi e omofobi, discriminazione sessista e iniziative contro i diritti conquistati dalle donne, ad es. con iniziative antiabortiste. A Modena il 18 giugno 2016 ha organizzato un corso di “autodifesa per donne” nella Chiesa Santo Spirito in via Fratelli Rosselli 180, tenuta da don Giorgio Bellei. Corso tenuto dall’Avvocato Tombolini Montessori Carlo Francesco, militare paracadutista, istruttore di tecniche di combattimento per l’esercito e la questura di Modena.

Le associazioni più attive sono “Lotta Studentesca”, il braccio giovanile di Forza Nuova dentro le scuole (che propone l’apartheid con classi separate per studenti di “razza italiana” e studenti stranieri, specula sul bullismo e propaga xenofobia con striscioni affissi in varie scuole modenesi; suoi componenti presenti nella curva del Modena) e “Solidarietà Nazionale”, ONLUS che raccoglie alimenti per famiglie – esclusivamente italiane, ma non è dato sapere quali – in difficoltà, attraverso banchetti davanti ai supermercati.

Nella provincia di Modena i militanti di Forza Nuova sono concentrati e attivi soprattutto nella Bassa (tra San Felice, Camposanto, Mirandola, Finale Emilia), ma il loro obiettivo è quello di aprire una loro sede a Modena.

Attraverso le cosiddette “passeggiate della sicurezza”, ovvero ronde notturne con cui affiggono propaganda ed effettuano volantinaggi casa per casa, tentano di procacciarsi radicamento e legittimità sociale fomentando paura, xenofobia e insicurezza e poi proponendosi come soluzione. Banchetti di propaganda sono stati allestiti nei centri di Mirandola, Finale, Cavezzo, Carpi e anche a Modena. Coordinati dall’avvocato Ugo Bertaglia e da Simone Reggiani, a Modena i forzanovisti hanno partecipato a numerose iniziative con Roberto Fiore, tra cui il presidio di Piazza Redecocca del 16 gennaio 2016 (evento da considerare come loro lancio ufficiale a Modena) e il corteo revisionista e neofascista sulle foibe organizzato da Fratelli d’Italia, dove si è riunita ed ha marciato, con saluti romani, svastiche e croci celtiche, tutta l’estrema destra modenese, sassolese, carpigiana. L’8 giugno 2017 è stato respinto un loro raid contro l’ex asilo di via Milano a Modena – ospitante alcuni profughi e richiedenti asilo – da parte del quartiere e degli antifascisti modenesi.

Lealtà e Azione

Gruppo neonazista e costola italiana degli Hammerskins, nati nella seconda metà degli anni Ottanta da una costola del Ku Klux Klan americano, poi dilagati in Europa. In Italia particolarmente radicati in Lombardia, in espansione nella bassa padana. Intorno a Lealtà e Azione ruotano una serie di associazioni e onlus, attraverso cui si nasconde e opera nel sociale: “Wolf of the Ring” (associazione sportiva di combattimento e arti marziali), “Una voce nel silenzio” (raccolta di materiali per i cristiani siriani), “I lupi danno la zampa” (raccolta di alimenti per canili e gattili), “I Lupi delle vette” (gruppo escursionistico), “Memento” (associazione culturale), “il gruppo Alpha” (gruppo universitario).

Sono presenti a Camposanto e operano nella bassa modenese – con collegamenti anche a Bologna, Crevalcore, Ravenna, Forlì – attraverso l’associazione “Bran.co” e il “Progetto Cooxazione”, dediti alla raccolta di alimenti per famiglie solo italiane in difficoltà (non è dato sapere quali), ma anche attraverso “Una voce nel silenzio”, “I Lupi danno la zampa” e “Memento”, quest’ultima l’etichetta attraverso cui celebrano la storia fascista con omaggi, manutenzioni e raduni, per esempio al cimitero dei repubblichini di Reggio Emilia e al monumento della Corriera fantasma di San Possidonio. Il 29 Gennaio 2016 a Camposanto hanno organizzato presso il bar Cupido un aperitivo di finanziamento. Presenti alle iniziative della casa madre milanese e ben collegati con gli ambienti neonazisti lombardi.

Veneto Fronte Skinheads (Progetto Nazionale, circolo “Terre dei Gonzaga”)

La presenza sul territorio di Modena di questo gruppo apertamente neo-nazista è più sporadica rispetto agli altri gruppi neofascisti, ma non meno pericolosa.

Il nucleo “Terre dei Gonzaga”, infatti, raccoglie militanti provenienti dalle provincie di Mantova, Reggio e Modena, attivi quindi su una vasta area che obbliga a frequenti spostamenti da città in città. Nella provincia modenese si segnalano militanti soprattutto nel comprensorio di Sassuolo, dietro la sigla del gruppo ultras neroverde Saxolum 88.

Le loro attività sul territorio sono state banchetti con raccolta firme contro “il business dell’accoglienza” nel centro di Modena e Sassuolo; striscioni polemici contro la stampa davanti alle redazioni di giornali locali dopo i fatti di Fermo; un’azione dimostrativa in alcuni supermercati Coop contro i “prodotti stranieri”; attacchinaggi notturni di manifesti in contemporanea ad altre città dove sono presenti nuclei del Veneto Fronte Skinheads; scritte apertamente naziste con rune, celtiche e simbologia del Terzo Reich; commemorazioni di repubblichini e squadristi della Repubblica di Salò; striscioni commemorativi di personalità ed episodi legati alla storia nazista davanti all’istituto linguistico Selmi (Polo Leonardo). Organizzano e partecipano a convegni dove si esaltano ideologi nazisti, gerarchi del Terzo Reich e responsabili del genocidio degli ebrei come Goebbels e Leon Degrelle, oltre che a presenziare alle iniziative del circolo Terra dei Padri, come i concerti nazirock del gruppo mantovano Acciaio Vincente.

Si segnala, inoltre, la “calata” su Modena di numerosi VFS (dai venti ai trenta naziskin) che hanno fatto irruzione nell’aula convegni dell’Università di Giurisprudenza di Modena e hanno bloccato con la forza un’iniziativa pubblica del Festival della Migrazione 2016, srotolando uno striscione e distribuendo volantini contro “i traditori del popolo italiano” e contro l’”invasione” dei migranti. Nelle settimane precedenti il Festival era stato oggetto di contestazioni anche da parte di Forza Nuova e Azione Identitaria.

Comunità Militante Virtute e Canoscenza

Le dicitura “Comunità Militante” è diffusa nella galassia neofascista/neonazista ad indicare gruppi eterogenei dediti allo alla formazione “culturale” e ideologica, alla creazione di “immaginario” e al “rafforzamento spirituale” dei militanti di estrema destra. La Comunità Militante può non essere necessariamente legata a specifiche organizzazioni politiche ma tendenzialmente aperta ai camerati provenienti dalle più svariate esperienze.

La sigla “Virtute e Canoscenza”, nel cui logo appare il ritratto di Dante Alighieri, è attiva in Emilia soprattutto tra Piacenza, Bologna e Modena. Raccoglie i militanti locali di Veneto Fronte Skinheads e Forza Nuova (operanti anche sotto la sigla di Ordine Futuro) e non solo, con lo scopo di organizzare “iniziative culturali”, come presentazioni di libri sugli ideologi del nazifascismo (Bologna), tra cui una conferenza su Goebbels a cura della casa editrice nazista Thule Italia, e Leon Degrelle con seguente concerto nazirok; conferenze sulla massoneria (Bologna), raduni notturni “comunitari” ed escursioni, banchetti di libri a conferenze sull’”ideologia gender” (Modena), fiaccolate per le foibe, e cineforum (Bologna e Modena). A Modena hanno organizzato svariati cineforum, tra cui uno a Solara, via 1 maggio n.19.

Generazione Identitaria Modena

Succursale italiana dell’organizzazione neofascista francese Génération Identitaire (una specie di Casa Pound, per semplificare, proveniente dalla Nouvelle Droite), la quale si è diffusa soprattutto anche in Paesi dell’Europa centro-nordica come Austria, Germania, Repubblica Ceca, Paesi scandinavi.

Si definiscono un “movimento di resistenza etnica”, “una forza etnica riservata agli italiani”; coniugano ai classici temi della destra nazifascista (supremazia bianca, europea, “ariana”; difesa dei sacri confini e del patrimonio genetico della nazione contro l’invasione “allogena”, dei migranti, dell’Islam; etno-nazionalismo e discriminazione razziale) a tematiche come il federalismo e l’autonomismo regionale, la difesa/promozione delle tradizioni locali, degli usi e dei costumi folkloristici (interesse nei confronti della rievocazione storica), dell’“identità” biologica/culturale della popolazione (temi cari alla prima Lega Nord), proponendo uno stile di militanza giovanilistico e apparentemente slegato dalla tradizionale simbologia nazi-fascista (la propria bandiera è la lettera lambda dell’alfabeto greco su sfondo giallo).

Il responsabile cittadino modenese Marco Malaguti è anche dirigente nazionale dell’organizzazione. A Modena e provincia (nella Bassa) attivi con attacchinaggi e all’interno del circolo neofascista Terra dei Padri, che il 28 gennaio ha organizzato una serata dedicata a Generazione Identitaria con un noto dirigente parigino del movimento francese; sempre all’interno del circolo nazifascista il 10 giugno la presentazione delle azioni di Generazione Identitaria contro le navi delle Ong che salvano i migranti nel Mediterraneo.

Da sottolineare come in una palestra di Modena l’11 dicembre 2016 sia stata organizzata una “giornata sportiva” di arti marziali e di autodifesa a cui hanno preso parte numerosi militanti di Generazione Identitaria (e non solo), provenienti anche da fuori Modena.

Presenza fissa dentro Terra dei Padri.

Azione Identitaria (Emilia e Romagna)

Gruppo fuoriuscito da Generazione Identitaria per ragioni di linea politica dissidente interna. Vale quello descritto per Generazione Identitaria, coniugato forse in chiave ancor più settaria, folkloristica e localistica. Fanno maggiormente leva sui temi ecologici e folkloristici (un possibile bacino di propaganda e reclutamento è individuato nei gruppi di rievocazione storica e nelle associazioni storiche locali).

Il responsabile modenese di Azione Identitaria Federico Fregni (con la ridicola carica di “Reggente ha un ruolo dirigente di primo pino anche nell’organizzazione nazionale.

Attacchinaggi e scritte sia a Modena che in provincia (Bassa, paesi tra Modena e Bologna) contro l’ “invasione”, contro i migranti, contro il “piano di sostituzione etnica”, contro lo Ius Soli; di queste azioni si evidenziano in particolare quelle contro la chiesa della comunità ortodossa di Modena Est e contro alcune sedi di sindacati, compresa la sede centrale Cgil. Striscioni contro la cementificazione dei territori. Pulizia di aree faunistiche protette con annessa distribuzione e attacchinaggio di volantini di propaganda. Collaborano in modo organico con il circolo neofascista Terra dei Padri, dentro cui hanno presenza fissa, con cui hanno organizzato un presidio xenofobo –raccolta firme contro la “minaccia immigratoria” – in piazza Mazzini a Modena (27 maggio).

Casapound

Partito neofascista i cui militanti si definiscono “fascisti del terzo millennio”, “identitari”, “non conformi”, guidato da Gianluca Iannone e Simone Di Stefano. Si tratta di “fascisti movimentisti”, che scimmiottano la sinistra antagonista in ogni manifestazione estetica e politica. In questo modo – senza però rinunciare al culto e alla pratica della violenza squadrista, al machismo, al razzismo, alla xenofobia, al nazionalismo – si richiamano a tematiche sociali, come quelle legate alla casa (mutuo sociale). Articolazioni di CPI sono “Blocco studentesco”, la sezione giovanile nelle scuole, e “La Salamandra”, dedito alla legittimzione sociale dei neofascisti attraverso la collaborazione con la protezione civile. Negli ultimi anni frequentatori, simpatizzanti o camerati legati a Casa Pound – i più noti alle cronache Gianluca Casseri e Amedeo Mancini – si sono resi protagonisti di affari con organizzazioni criminali, aggressioni politiche e omicidi a sfondo razziale.

L’(ex?) gruppo dirigente modenese è confluito nel circolo neofascista Terra dei Padri; militanti presenti a Carpi e nel carpigiano, tra cui Soliera, e a Fiorano, dove in particolar modo l’organizzazione neofascista ha ricominciato attività politica con un nucleo locale di militanti. Si segnalano infatti banchetti di propaganda e raccolta firme il 17, 21 maggio a Fiorano e consegna di cibo “solo per italiani in difficoltà” a Finale.

Terra dei Padri

Promosso da dirigenti e militanti dell’estrema destra “istituzionale” (come Fabio De Maio di Fratelli d’Italia), dalla (ex?) dirigenza locale di Casa Pound (come Elisabetta Castaldi, candidata modenese alle elezioni del 2013 per i “fascisti del Terzo millennio”) e da (ex?) forzanovisti nonché ex ufficiali dell’esercito come Andrea Longagnani, in collaborazione con componenti di Forza Nuova, Lealtà Azione, Generazione Identitaria, Azione Identitaria e gruppi rossobruni come Eurasia, il sedicente “circolo culturale” di via Nicolò Biondo 297 (ispirato al “centro sociale di destra” Casaggì di Firenze) si prefigge di essere “casa comune” del variegato neofascismo modenese, fungendo da base cittadina e luogo di ritrovo dei militanti neofascisti, neonazisti e “identitari”, dei nostalgici del ventennio, dei naziskin/boneheads, dei rossobruni e “sovranisti” filo-Putin provenienti non solo da tutta la provincia modenese. Infatti il circolo è punto di attrazione regionale per tutti i militanti e simpatizzanti delle organizzazioni legate alla cultura dell’odio razziale, della propaganda xenofoba, della supremazia identitaria, della subordinazione femminile, della discriminazione omofoba, del revisionismo storico, della guerra tra poveri e della violenza squadrista. Una base logistica, uno spazio di ritrovo, socialità e organizzazione in grado di far stare sotto lo stesso tetto numerosi appartenenti alla litigiosa galassia neofascista, con la solidarietà di tutto l’arco delle destre istituzionali, da Forza Italia alla Lega Nord a Fratelli d’Italia.

Promuove conferenze con intellettuali e ideologi di estrema destra, con reduci del neofascismo eversivo come l’ex-ordinovista Mario Merlino (che ha presenziato e benedetto l’apertura del “circolo”), convegni di revisionismo storico per legittimare e giustificare l’esperienza storica del fascismo e delegittimare la Resistenza; fiere dell’editoria “non conforme e identitaria”, ovvero delle case editrici del circuito nazi-fascista (come Edizioni Ritter, Thule Italia, Edizioni di Ar, Edizioni Settimo Sigillo); organizza concerti nazirock con le band del circuito di “musica alternativa” e rock razzista come Topi Neri, Linea del Fronte, Skoll, Decima Balder, Antica Tradizione, Acciaio Vincente.

Una realtà che fa gioco sull’apparente ambiguità della propria “proposta culturale”, sull’ “apartiticità” e “apoliticità”: mentre afferma di non esporre simboli nazisti e fascisti (come se fosse quello il vero problema), ne veicola e propaganda i pericolosi contenuti.

Modena ai geminiani

Pagina facebook apparentemente “apolitica” e “apartitica” che dice di occuparsi di informazione e analisi politica locale, dietro cui operano però i soliti rappresentanti dell’estrema destra modenese (in primis Forza Nuova, ma anche ulteriori soggetti politici), attraverso cui fanno passare i propri contenuti e la propria propaganda ad una platea più ampia di quella che riuscirebbe ad intercettare alla luce del sole.

Probabilmente la pagina facebook anticipa la creazione di un comitato o di una “lista civica” civetta per le prossime elezioni comunali: un contenitore dove si nasconderanno e si proporranno travisati i soliti neofascisti modenesi. Questa operazione è ormai diventata una prassi rodata soprattutto per Forza Nuova, che ha promosso analoghe liste o comitati in varie realtà locali, come “Mantova ai virgiliani” ecc.

Varie ed eventuali

La via dedicata a Sergio Ramelli vicino al cinema Victoria, il 6 luglio e il 29 aprile (o qualche giorno immediatamente prima) diventa luogo di ritrovo dei militanti di tutte le organizzazioni neofasciste e neonaziste che operano sul territorio di Modena (Forza Nuova, Lealtà Azione, Azione e Generazione Identitaria, Veneto Fronte Skinheads, Casa Pound, Terra dei Padri) dove celebrare ed esaltare l’orgoglio fascista, con una commemorazione al camerata morto in stile paramilitare tra sieg heil e saluti romani, “boia chi molla” e simboli fascisti.
Inoltre si segnala il circolo privato di bikers “Devil’s Area Biker Corner”, in Via Emilia Est 1193, al confine tra Castelfranco Emilia e San Cesario sul Panaro (MO), dove sempre più spesso si tengono concerti nazirock, iniziative “culturali” e serate come i “White Kriminal Party” nazionale ed europeo, organizzati dalle maggiori band legate alla galassia neonazista italiana ed europea, come i Legittima Offesa di Bologna. In queste iniziative e serate il circolo mette a disposizione gli ambienti per raduni di naziskin, neonazisti e fascisti di ogni risma.

REALTÀ FASCISTE PRESENTI SUL TERRITORIO DI REGGIO

Reggio Emilia, città medaglia d’oro della resistenza. Emilia rossa. Di cosa stiamo parlando? Da qualche anno ormai a Reggio Emilia, in Emilia Romagna e in tutta Italia, abbiamo a che fare con una scalata dell’estrema destra, con una destra che ormai è libera di fare quello che vuole, quando vuole. E se alla destra è permesso di fare ciò che vuole è proprio perché, c’è chi, dall’altra parte continua a parlare di costituzione, di democrazia e di legalità. Elenchiamo qui di seguito le diverse realtà presenti sul territorio reggiano.

Casa Pound

Militanti di Casapound, legati principalmente alle sezioni di Cremona e Parma, sono presenti nella bassa reggiana e in Val d’Enza. Nel mese di marzo, nella zona di Canossa, è apparso uno striscione contro il business dell’immigrazione. Nel mese di maggio, su alcuni cavalcavia della città sono stati attaccati striscioni contro le cooperative.

Centro Studi Italia

È un’associazione culturale senza fini di lucro e apartitica, promuove lo studio storico, politico e sociale della destra politica italiana e internazionale, del Movimento Fascista, dei concetti di Tradizione, Patria e Nazione; svolge l’analisi e la revisione degli eventi storici, politici e sociali, moderni e contemporanei che hanno interessato l’Italia. Cura la storia della Repubblica Sociale Italiana. Il presidente di questa associazione è l’Avvocato Luca Tadolini.

Diverse le iniziative organizzate in città e in provincia: presentazioni di libri (con la presenza, almeno un paio di volte della nipote del Duce), proiezioni di film, presìdi e manifestazioni fatti con l’intenzione di unire la destra reggiana. Commemorazioni con deposizioni di croci in omaggio ai loro “martiri” uccisi dai partigiani. Oltre a queste iniziative brevemente descritte, fatte dai vari gruppi politici, ci sono anche i momenti in cui queste realtà politiche, o almeno alcuni dei loro membri, si mettono insieme per organizzare eventi. Quasi sempre, chi prova a tenere unita la destra è proprio il presidente di Centro Studi Italia.

Negli ultimi anni ci sono state diverse situazioni in cui Luca Tadolini, invece che uscire a nome della sua associazione culturale, si maschera dietro ad una serie di comitati creati, in base alle situazioni, nella città di Reggio Emilia. La prima è stata quella del gennaio 2016 con un presidio organizzato in piazza Martiri del 7 luglio, manifestazione intitolata “Libertà ed orgoglio della destra reggiana contro 70 anni di potere della sinistra”. Tra gli altri firmatari troviamo Marco Montipò ex dirigente di An a Scandiano (arrestato nell’estate 2002 per un pestaggio ad un ragazzo rasta in provincia di Ravenna, ed ex batterista della band Legittima Offesa), ex militanti e dirigenti dell’Msi, vari consiglieri ed ex consiglieri comunali di vari partiti della destra Italiana, l’ex segretario di Forza Nuova, il presidente di circolo provinciale di Progetto Nazionale, Nucleo Sociale Mag e per finire qualche giornalista. Diversi i militanti di destra che erano inoltre presenti il 27 febbraio 2016 alla commemorazione per la Battaglia di Fabbrico, nell’omonimo comune. Ancora una volta Luca Tadolini cerca di unire le varie realtà di destra, con lui c’erano i soliti vecchi militanti dell’Msi ed una folta delegazione del Veneto Fronte Skinhead.

Un’altra iniziativa è quella organizzata dal ‘Comitato per la Celebrazione del Giorno della Libertà’ che si è svolta in piazza Prampolini il 12 novembre 2016: si è trattato di un presidio dedicato al giorno della Libertà (istituito dal Parlamento Italiano, il 9 novembre), con particolare attenzione alla rievocazione dei fatti di Ungheria del 1956, storcendone i fatti a proprio vantaggio; in questa giornata vediamo scendere in piazza tutta la destra unita, oltre ai soliti vecchi nostalgici, si presentano una trentina di fascisti del Veneto Fronte Skinhead.

Da ormai qualche anno, intorno al 10 febbraio, si celebra anche a Reggio Emilia la commemorazione per i Martiri delle Foibe. Anche qui, un nuovo comitato ‘Coordinamento Giorno del Ricordo’, i firmatari sono sempre i soliti Luca Tadolini, Marco Montipò, Andrea Nanetti e Manuel Negri, tra i principali. L’iniziativa di quest’anno ha visto la partecipazione di qualche decina di persone, ed una delegazione di Progetto Nazionale, progetto politico legato al Veneto Fronte Skinheads.

Ultima iniziativa, in ordine di tempo, dove ancora una volta l’Avvocato Luca Tadolini è riuscito a ficcare il naso, è stata la fiaccolata organizzata lunedì 12 giugno 2017 dai diversi comitati di quartiere che si sono creati in città per la “sicurezza”, ovviamente non poteva mancare il nuovo comitato ‘Difendi Reggio’, dove tra i 90 firmatari ci sono i soliti volti noti, Luca Tadolini, soggetti appartenenti a Terra dei Padri di Modena, militanti di Azione Identitaria Emilia-Romagna, i soliti vecchi militanti missini che non riescono ad andare in pensione, e molte altre persone non riconducibili a sigle politiche, ma comunque sempre presenti alle iniziative della destra in città. Volevamo anche ricordare che, a questa fiaccolata, alla quale ha aderito pure il Movimento 5 Stelle cittadino, erano presenti anche i militanti di Forza Nuova di Reggio e Modena ed i leghisti di Reggio Emilia.

Forza Nuova

A Reggio Emilia, Forza Nuova, pur non avendo una sede a livello provinciale, ha fatto negli anni passati alcune iniziative in un hotel in città, con la presenza di Roberto Fiore.
Un presidio a Fabbrico nel gennaio 2015, contro un hotel che dava accoglienza ai profughi. Un’altra iniziativa del 2016 è stata l’affissione di alcuni manifesti con la scritta ‘Regalasi cittadinanza italiana’ su alcuni circoli del PD di Reggio Emilia.

Dopo mesi di silenzio, Forza Nuova è tornata sui nostri territori, con un presidio dal titolo ‘Ordine contro il caos’ in centro città. A questo presidio hanno partecipato per lo più camerati da fuori provincia, ma ha aiutato sicuramente a rilanciare le loro iniziative nella provincia di Reggio Emilia. Dopo questo presidio, Pasquale De Juliis, coordinatore provinciale, con l’aiuto di alcuni simpatizzanti ha iniziato ad organizzare le ‘passeggiate per la sicurezza’ in zona Correggio e zone limitrofe, a Rubiera e Reggio Emilia città. Gli stessi militanti sono quelli che tra gennaio e febbraio di quest’anno consegnavano generi alimentari, mascherandosi dietro all’associazione ‘Solidarietà Nazionale’.

Poche le iniziative, fino ad ora, fatte da Lotta Studentesca sul territorio reggiano, qualche volantinaggio davanti a un paio di istituti superiori in città, con l’aiuto di militanti provenienti da Bologna. Ultima iniziativa in ordine di tempo, dopo un periodo di silenzio, è stata l’affissione di alcuni volantini sul Palazzo della Provincia contro un’iniziativa dell’ANPI dal titolo ‘Essere antifascisti oggi’.

Lealtà Azione

Diverse le iniziative fatte in provincia di Reggio Emilia, mascherandosi dietro l’associazione ‘Bran.Co Onlus’, con raccolta di alimenti fatte fuori dai supermercati per “famiglie italiane in difficoltà” e consegna casa per casa degli alimenti raccolti.
Così come altre iniziative sono state fatte da “I lupi danno la zampa”, con raccolta e consegna di alimenti, giochi e coperte a canili e gattili.
Non ultima, l’iniziativa fatta a livello nazionale durante l’estate scorsa, con l’appoggio di alcuni negozianti della provincia, che consisteva nell’aver messo una ciotola d’acqua per gli animali, con il loro volantino che pubblicizzava la campagna “E… State al fresco”.

Un’ altra iniziativa, fatta qualche anno fa, è stata la raccolta di giocattoli per bambini, donati poi alla Onlus La Caramella Buona, con sede nazionale a Reggio Emilia. A livello nazionale Bran.Co Onlus e La Caramella Buona continuano a collaborare attraverso l’iniziativa ‘Dai un calcio alla pedofilia’ che si svolge annualmente.

L’associazione “Memento” (branca di Lealtà e Azione) ha partecipato a diverse iniziative organizzate, in collaborazione con Centro Studi Italia, in città e provincia, come presentazione di libri e deposizioni di croci per commemorare i “loro” caduti.

Una notizia di settembre 2016, appresa da un giornale locale online, è quella della collaborazione di Associazione Memento con Centro Studi Italia per quanto riguarda i lavori di recupero, cura e manutenzione di luoghi e monumenti, come è avvenuto a partire dallo stesso mese presso il Sacrario dei Militari Italiani Reggiani caduti della Seconda Guerra Mondiale e della RSI, presso il Cimitero Monumentale della città. Ultimamente queste iniziative si stanno svolgendo sotto il solo nome di Associazione Memento, ma vedono anche la partecipazione di qualche ex dirigente dell’MSI locale, nonché conferenze che verranno fatte insieme da queste due associazioni per riportare alla luce quello che loro troppo spesso definiscono “crimini dei partigiani”.

Progetto Nazionale

Il responsabile della linea politica è Manuel Negri, nonché consigliere comunale della lista civica Ricostruiamo Reggiolo, presente nell’omonima cittadina. L’altra presenza nella bassa reggiana è quella di Matteo Badari, presente nella lista civica Ricostruiamo Reggiolo e presidente del circolo provinciale di Progetto Nazionale.

L’associazione Progetto Nazionale negli ultimi anni ha fatto diverse iniziative di consegna di alimenti alle famiglie italiane in difficoltà, nella bassa reggiana e bassa mantovana.
I militanti dell’associazione hanno organizzato un’iniziativa in un’osteria a Pieve Modolena, con la presentazione di un libro, cena e cantautorato non conforme. La presentazione del romanzo ‘C’è un cadavere nel mio champagne’ ha visto la presenza dell’autore Marcello De Angelis, che inizia la sua militanza in Lotta Studentesca e Terza Posizione, per poi essere condannato a 5 anni e 6 mesi per associazione sovversiva e banda armata a seguito della strage di Bologna del 1980. Successivamente entra a far parte di Alleanza Nazionale; nel 2008 viene eletto deputato nel gruppo Popolo delle Libertà; è anche leader della band 270 bis, gruppo di musica alternativa di destra.

Nella notte tra il 30 aprile e il primo maggio, fuori dagli uffici di Legacoop e Unieco, sono comparsi degli striscioni contro le cooperative stesse. Ultima in ordine di tempo è l’affissione di striscioni e di volantini contro l’accoglienza agli ‘immigrati’ attaccando il PD e alcune sue sedi della città.

Come Associazione VFS tra le prime iniziative troviamo l’affissione di striscioni contro gli stranieri in circonvallazione e alla cooperativa Dimora di Abramo, che ha in appalto l’accoglienza dei richiedenti asilo; qualche settimana dopo, sulle sedi del PD di Reggio Emilia e Correggio e alla Caritas di Reggio Emilia, vengono attaccati volantini contro lo Ius Soli e delle sagome di cartone tricolori, il tutto firmato e successivamente rivendicato da VFS (Veneto Fronte Skinhead).

Il Veneto Fronte Skinhead è tornato sul nostro territorio, più precisamente, a Correggio, in febbraio, per attaccare uno striscione fuori dall’Istituto Einaudi, in memoria della strage di Dresda avvenuta nel febbraio 1945.
La notte tra il 23 e il 24 aprile, il VFS torna in centro città, attacchinando dei manifesti sulla Banca d’Italia e in piazza XXV Aprile, contro governi e banche, colpevoli secondo loro di aver svenduto il Paese agli alleati dopo il 25 aprile 1945.

Nucleo Sociale Mag (Reggio Emilia)

È presente in città con una sede in Via Emilia S.Stefano, 58, sono diverse le iniziative fatte sia all’interno del proprio spazio che in centro città.
Il 25 aprile dello scorso anno ha avuto come ospite il cantautore e musicista italiano Skoll (Federico Goglio), il cui genere musicale è il cosiddetto “rock identitario”. Diverse le date fatte da questo cantautore in sedi di estrema destra (CasaPound, Lealtà e Azione, Forza Nuova) di tutta Italia, non ultimo il suo live alla commemorazione per Sergio Ramelli, il 29 aprile 2016 a Milano.
Altre iniziative svolte nel proprio spazio sono dibattiti sulle guerre in medioriente, incontri sul nuovo sistema salva banche e mostre fotografiche sulle foibe e sull’esodo degli istriani. È da giugno 2016 che Nucleo Sociale Mag non esce pubblicamente con iniziative ed azioni.

Varie

Oltre a queste iniziative brevemente descritte, fatte dai vari gruppi politici, ci sono anche i momenti in cui queste realtà politiche, o almeno alcuni dei loro membri, si mettono insieme per organizzare eventi.
Per quanto riguarda la città di Reggio Emilia, questa unione si è notata il 16 gennaio 2016 per il presidio organizzato in piazza Martiri del 7 luglio, manifestazione intitolata “Libertà ed orgoglio della destra reggiana contro 70 anni di potere della sinistra”.
Tra i primi firmatari troviamo: Luca Tadolini di Centro Studi Italia, Marco Montipò ex dirigente di An a Scandiano (arrestato nell’estate 2002 per un pestaggio ad un ragazzo rasta in provincia di Ravenna, ed ex batterista della band Legittima Offesa), ex militanti e dirigenti dell’Msi, vari consiglieri ed ex consiglieri comunali di vari partiti della destra Italiana, l’ex segretario di Forza Nuova, il presidente di circolo provinciale di Progetto Nazionale, Nucleo Sociale Mag e per finire qualche giornalista.

Una notizia, appresa da un giornale locale online, è quella della collaborazione di Associazione Memento (branca di Lealtà e Azione) con Centro Studi Italia per quanto riguarda i lavori di recupero di luoghi e monumenti, come è avvenuto da settembre presso il Sacrario dei Militari Italiani Reggiani, nonché conferenze che verranno fatte insieme da queste due associazioni per riportare alla luce quello che loro troppo spesso definiscono “crimini dei partigiani”.

Un’altra iniziativa che ha visto diverse realtà di destra scendere in piazza è quella che si è svolta in piazza Prampolini il 12 novembre 2016, organizzata dal Comitato per la Celebrazione del Giorno della Libertà, un presidio dedicato al giorno della Libertà (istituito dal Parlamento Italiano, il 9 novembre), con particolare attenzione alla rievocazione dei fatti di Ungheria del 1956, storcendone i fatti a proprio vantaggio; in questa giornata vediamo scendere in piazza tutta la destra unita, oltre ai soliti vecchi nostalgici, si presentano una trentina di fascisti del Veneto Fronte Skinhead.

Tra le ultime iniziative svoltasi a Reggio Emilia, c’è quella organizzata dal ‘Coordinamento Giorno del Ricordo’ per commemorare i Martiri delle Foibe, sabato 11 febbraio. Tra i firmatari di questa manifestazione si trovano i soliti nomi, da Luca Tadolini di Centro Studi Italia a Marco Montipò, da Andrea Nanetti a Manuel Negri. Questa iniziativa si è svolta con una partecipazione di una trentina di persone, con la partecipazione di qualche militante di Progetto Nazionale, progetto politico legato al Veneto Fronte Skinheads.

Diversi i militanti di destra che erano inoltre presenti lunedì 27 febbraio alla commemorazione per la Battaglia di Fabbrico, nell’omonimo comune. Ancora una volta Luca Tadolini cerca di unire le varie realtà di destra, con lui c’erano i soliti vecchi militanti dell’Msi e una delegazione del Veneto Fronte Skinhead.

SPUNTI PER UNA RIFLESSIONE COLLETTIVA

Queste formazioni rappresentano la destra estrema di oggi, insidiosa e pericolosa soprattutto nella confusione generata da una fase di forte crisi sociale e ideologica come quella che viviamo quotidianamente. Una destra estrema che tenta di penetrare tra spezzoni di classe operaia – sempre meno garantita e sempre più precaria – e frange giovanili autoctone, piccoli ceti medi impoveriti e artigiani, bottegai e padroncini colpiti dalla crisi, per spegnere le potenzialità di organizzazione di un duro e radicale conflitto di classe, in nome di un’appartenenza ad una comunità localistica o nazionale che sposta il conflitto verso le frange più esposte e subalterne della società, oggi impersonate dal migrante, dallo straniero, dal rifugiato, dall’emarginato, dal povero, dal nullafacente, infine dalla “zecca”, etichetta che viene affibbiata a tutti i soggetti che, interni alle categorie sociali sopra elencate, operano per esprimere conflitto politico verticale e non orizzontale e per ricucire rapporti sociali incompatibili col sistema capitalistico.

I fascisti, oggi, agiscono quindi ripulendosi la faccia con coperture come associazioni e Onlus benefiche, sguazzando nel clima politico-sociale di xenofobia e razzismo fomentato dalla Lega Nord di Matteo Salvini, e agitando temi che toccano direttamente la pancia di quei soggetti colpiti dalle misure di austerità e di macelleria sociale portate avanti dal Partito della Nazione renziano, contenitore politico e comitato d’affari italiano della grande borghesia europeista e filo-Atlantica. Una composizione sociale in via di veloce proletarizzazione tradizionalmente “nostra” ma che i soggetti e le soggettività rivoluzionarie, comuniste e libertarie, non riescono più ad intercettare, che non può essere lasciata alle sirene del leghismo, ai partiti neofascisti e alla loro opera di reclutamento, di attivazione di istinti xenofobici, nazionalisti e di istigazione alla “guerra tra poveri”. Per questo è necessario, in una fase dove il fascismo organizzato sembra cambiare volto e tattiche riscuotendo successo ed espansione (presagendo uno scenario greco?), ripensare contenuti, pratiche e modalità dell’antifascismo, una riflessione collettiva che deve primariamente pensare come legare e dispiegare le istanze antifasciste alle istanze materiali provenienti dai soggetti presi in causa e contesi, senza dimenticare di coinvolgere sia il proletariato migrante che quello propriamente autoctono, quest’ultimo da non lasciare in mano alle forze neofasciste: ricordiamo che esse puntano proprio a dividere i soggetti sfruttati italiani da quelli stranieri per legare i primi ai propri sfruttatori contro i secondi.

Occorre perciò ritornare a praticare l’aspetto controinformazione e produzione di cultura antifascista soprattutto tra le soggettività più giovani, che sentono su di sé il peso della crisi, ma che non esprimono ancora antagonismo o conflitto se non in forma impolitica: soggettività che si ritrovano allo stadio come nelle scuole, nelle piazze e nelle strade cittadine come nei concerti punk Oi! o hip hop. Occorre indagare e stare dove questi soggetti si riuniscono, si formano, pensano e comunicano tra di loro, per non lasciare spazio all’azione di proselitismo che le organizzazioni neofasciste attuano tramite un miscuglio di falso ribellismo e facile razzismo.

I fascisti vanno perciò smascherati e combattuti senza tentennamenti e senza calcoli di contabilità politica di “area”. Non si può fingere di limitarne gli effetti ignorandoli e rinchiudendosi ognuno nel proprio spazio, nel proprio quartiere, nel proprio settario ambito d’intervento, credendo di aver la ricetta già pronta per scacciare un neofascismo che, all’oggi, continua a fare proseliti e ad avanzare inesorabile, sfruttando gli strumenti e gli spazi garantiti da una democrazia autoritaria e nostra nemica. Una democrazia, non scordiamocelo, che nei momenti di crisi di tenuta del sistema ha storicamente permesso e favorito l’affermarsi di movimenti di questo genere, come oggi possiamo ben vedere: una democrazia che schiaccia coloro che esprimono istanze di incompatibilità e rottura, e che coccola i propri sgherri in camicia nera. Non sarà quindi nella richiesta di maggior democrazia la soluzione del problema fascista. È grazie alla democrazia che i fascisti riescono a imporsi: questure e prefetture concedono piazze perché “chiunque deve aver il diritto di esprimersi”. Usarne gli strumenti si deve, con pragmatismo tattico, ma con inesorabile rigidità di parte: usarne gli anfratti e le possibilità, ma senza dimenticare che la democrazia è tutta articolazione del campo avverso.
Un ulteriore tassello posto sul tavolo della riflessione.

Fermare i fascisti si può e si deve. Basta volerlo.

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