La violenza sulle donne, i media e noi

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Data / Ora
Date(s) - 28/10/2017
15:00 - 19:00

Luogo
Unidea

Categorie


 

La violenza sulle donne da parte degli uomini, come testimoniato dalla cruda cronaca quotidiana, rappresenta una dinamica presente e incessante nella nostra società, come lo sono tutte le altre violenze di genere: non si può fare finta che non esista e che non ci riguardi direttamente.

Quello della violenza sulle donne è un fenomeno che comprende tante complesse sfaccettature, e non si può semplificarlo o ridurlo a vuoti o strumentali slogan per poter lottare contro di esso in maniera concreta e efficace. Fin dalla loro nascita, i movimenti femministi, antisessisti ed antiomofobi hanno ragionato ed analizzato questo problema, che non deve essere portato alla luce soltanto quando la violenza è già avvenuta o coinvolge certe persone, e non può essere certo risolto esortando gli uomini a difendere le donne da altri uomini.

I media, i partiti e molte figure politiche hanno agitato per mesi, fin da questa estate, lo spauracchio di un’emergenza violenze, come se fossero una novità o un evento isolato, ignorando deliberatamente le tante grandi mobilitazioni che proprio i movimenti femministi e antisessisti hanno messo in piedi da tempo – come le ultime mobilitazioni di Non Una di Meno in molte città italiane, passate sotto silenzio -, dimostrando per l’ennesima volta che all’informazione e a larga parte della politica poco importa realmente della lotta contro le violenze di genere se non in termini strumentali, di tornaconto politico, mediatico, elettorale, propagandistico.

Queste strumentalizzazioni non solo non aiutano, ma anzi rappresentano una seconda violenza quotidiana subdola e menzognera su chi già deve affrontare tutti i giorni il pericolo della violenza maschile, il sessismo e le sue conseguenze. Queste strumentalizzazioni vorrebbero dipingere le donne solo come vittime da salvare e non come persone che possono agire collettivmente e autonomamente contro la violenza. Queste strumentalizzazioni vorrebbero la fonte del problema lontana da noi, estranea, quando invece è qualcosa di vicinissimo che riguarda tutti e tutte noi e la società in cui viviamo. Troppo facile dipingere sempre e solo i colpevoli negli “stranieri”, nascondendo le storture del bravo uomo italiano sotto il tappeto, e rappresentare le donne come deboli e indifese, ripristinando una loro subalternità all’uomo messa in crisi dai movimenti femministi degli anni Settanta.

Vogliamo discutere di questo con chi si occupa da anni di questi temi sui nostri territori, per smontare queste strumentalizzazioni e parlare di quali sono veramente le cause e le possibili soluzioni.

Ne parleremo in un dibattito che si terrà sabato 28 ottobre presso la Biblioteca Unidea in via Ganaceto 96, Modena, dalle ore 15. Ne discuteremo assieme a

– Deborah Ardilli, di Non una di meno
– Giuliana Pincelli, della Casa delle donne di Modena
– Tamara Calzolari, pari opportunità Cgil

Non mancate!

Organizzano: Modena Antifascista, Biblioteca Unidea, USI Modena, Spazio Sociale Libera Officina

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