Le ombre di guerra dal Medioriente e noi

Sto caricando la mappa ....

Data / Ora
Date(s) - 25/11/2017
15:00 - 19:00

Luogo
Unidea

Categorie


La situazione geopolitica mediorientale ha una lunga storia, da sempre strettamente legata alle nostre società. Sono stati gli interventi militari occidentali, le guerre per procura e le bombe “democratiche”, infatti, a incendiare la polveriera da cui è sorto Daesh. 

Il terrorismo jihadista mira a spaccare le società mediorientali ed europee tra “credenti” e “miscredenti” in una logica di tipo politico e geopolitico che viene caricata e coperti di simbolismi religiosi. Il suo scopo è aumentare l’odio delle società occidentali nei confronti di tutti i musulmani – trovando nell’estrema destra “identitaria”, razzista e neofascista un formidabile alleato – nel tentativo di obbligare gli islamici europei a trovare in Daesh difesa e rappresentanza. La strategia del terrorismo a ben vedere è tutta all’interno della competizione tra potenze e blocchi geopolitici contrapposti, ha molto a che fare con questioni di potere economico, politico, militare ed ideologico nascoste da questioni religiose. I morti sono e continueranno ad essere i nostri, anche se la guerra è quella tra i diversi poli della competizione globale.

Dopo diversi anni di sanguinosa guerra civile e attentati terroristici globali, Daesh oggi si trova sbaragliato sui campi di battaglia da parte delle Forze siriane democratiche a guida curda e dagli eserciti siriano e iracheno, ma i venti di guerra continuano a spirare più forte che mai per lo scontro tra blocchi imperialisti contrapposti o legati da flebili alleanze: sunniti contro sciiti, Arabia Saudita contro Iran, Stati Uniti contro Russia. In mezzo a questa temperie, tuttavia, è sbocciato un processo rivoluzionario che, nella lotta di liberazione da Daesh e dal giogo delle potenze dell’area, sta scompaginando gli assetti mediorientali: la rivoluzione confederale sospinta dal popolo curdo e dalle popolazioni in lotta per la propria autodeterminazione.

Quale destino per le popolazioni mediorientali, strette nella terribile morsa della guerra e dei giochi di potere globali? Quali ripercussioni per le nostre società sempre più schiacciate dalla paura, dal razzismo e dalla militarizzazione strisciante? Esiste una via d’uscita da questa escalation di guerra?

Di questo e molto altro vogliamo parlare sabato 25 novembre alla biblioteca Unidea di via Ganaceto 96, con chi ha conosciuto da vicino il Medioriente, le sue popolazioni e le sue lotte, insieme a 

– Franco Zavatti, associazione “Verso il Kurdistan”
– Gaetano Gasparini, giornalista 
– Mirca Garuti, associazione “Per non dimenticare Sabra e Chatila”
– Flavio Novara, laboratori Alkemia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Spazio Anarchico Libera - Libera Officina