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Erdogan ha bombardato con la complicità di Italia e Nato

Gli atti criminali di guerra che Erdogan sta compiendo in questi momenti contro le forme di autogoverno e le popolazioni curdo/siriane hanno avuto non solo il via libera dal ritiro delle truppe statunitensi, ma anche l’appoggio e l’armamento di Nato ed Italia.
Ricordiamo che dal 1 gennaio 2018 la Nato ha accolto la richiesta della Turchia di incrementare il dispositivo della propria difesa aerea creando sul confine siriano “active fence”, un’operazione militare in cui l’Italia ha dispiegato un contingente di 130 militari ed una postazione antimissile.
Gli interessi italiani non sono solo di natura militare, l’esportazione di armi è una fonte di guadagno miliardaria per compagnie come Leonardo (ex Finmeccanica) di cui il principale azionista è proprio il ministero dell’Economia e Finanze. La Turchia è uno dei principali clienti (il terzo in ordine di spesa) di queste aziende, con una spesa di oltre 360 milioni di euro solo per il 2018.
L’interesse economico dell’industria bellica italiana è al di sopra di ogni legge o principio costituzionale, difatti le concessioni governative per la produzione di armi da guerra dovrebbero “essere conformi alla politica estera e di difesa dell’Italia” e basarsi sull’articolo 11 della costituzione che “ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.
Non saremo certamente noi ad appellarci alla costituzione, ma riteniamo che il militarismo in ogni sua forma sia ancora un male da estirpare per creare una società in cui le persone possano vivere un’esistenza degna, senza il rischio di ricevere una “commessa esplosiva” sulla propria testa.
D’altro canto il premier Conte si è detto “preoccupato”, quindi possiamo dormire tutt* sonni tranquilli, no?! …il problema sarà solo svegliarsi.

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