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LIBERA È INARRESTABILE!

Si avvicina sempre di più il momento che mai avremmo voluto arrivasse.
Il 19 Novembre 2015 si concluderà il processo che vede quattro compagne e compagni imputati per aver partecipato alla resistenza contro lo sgombero dello spazio sociale “Libera” a Marzaglia.
Come spesso accade in questi casi, non si prospetta un lieto fine.

A Marzaglia Libera ha resistito 8 anni: dalla sua nascita nel 2000 al suo sgombero nel 2008 è stata attraversata da migliaia di persone che ne hanno animato le iniziative politiche, culturali e ludiche, facendosi spesso carico di una parte del suo percorso, imparando insieme cos’è l’autogestione e come metterla quotidianamente in pratica.
Di questi 8 anni, Libera ne ha passati 5 sotto sgombero.
Minacciata dal potere mafioso del PD che, contrariamente al volere di tanti cittadini, ha voluto costruire un autodromo, opera assurda e priva di qualsiasi utilità, funzionale solo agli interessi di chi specula sul territorio intascandosi i profitti.
La lotta contro questo scempio è stata portata avanti dal collettivo di Libera insieme ai comitati cittadini, raggiungendo livelli di scontro altissimi con la giunta comunale di allora.Sono passati 7 anni dalla fine del sogno, dopo uno sgombero illegittimo che ha visto la resistenza pacifica di decine di persone accorse sul posto, alla fine del quale i muri di Libera sono caduti lasciando un buco enorme nel paesaggio come in chi l’ha attraversata e vissuta.
Dopo così tanto tempo la giustizia istituzionale, lenta ma implacabile, giudicherà i 4 denunciati di resistenza e violenze a pubblico ufficiale.Come se non bastasse l’aver devastato un’area verde della città.
Come se non fosse sufficiente aver demolito lo spazio con ancora il materiale dentro.
Come se le manganellate inferte quel giorno a chi difendeva lo spazio fossero troppo poco.
La sezione di Modena dell’Unione Sindacale Italiana ed il collettivo della Libera Officina, figlia diretta di quella storia, organizzano le prime due mobilitazioni in solidarietà ai denunciati per sabato 14 Novembre e giovedì 19 Novembre, con l’intento di rendere visibile ciò che sta accadendo a tutta la città.La prima iniziativa, del 14 Novembre, si svolgerà con un corteo pomeridiano con partenza alle 15,00 da piazza Primo Maggio fronte Istituto Barozzi.
La seconda, del 19 Novembre, con due presidi: dalle 7.30 alle 11.00 nel piazzale PalaMolza fronte stazione degli autobus e dalle 11.00 alle 17.00 davanti al tribunale in corso Canalgrande. I due presidi saranno congiunti da un corteo con partenza alle 11.00.
A supporto dell’iniziativa del 19 Novembre, USI Modena dichiarerà sciopero provinciale in vari settori.Libera non si arresta!Libera Officina, USI MO

Invitiamo i gruppi, le realtà, i collettivi e le varie individualità a solidarizzare coi denunciati e a comunicare la propria adesione ai cortei.

Adesioni ad oggi 29 ottobre:
– Gruppo Anarchico Carpigiano
– Atlantide Bologna
– USI-AIT
– USI-AIT Parma
– USI-AIT Lucca
– USI-AIT La Spezia
– Circolo Berneri Bologna
– Gruppo Anarchico Cieri FAI Parma
– La Deriva Bassano del Grappa
– CSOA Marzolo Padova
– Gruppo Pedagogia Libertaria Reggio Emilia
– Laboratorio di Danza Libera Officina Modena

Corteo19

Solidarietà ad Atlantide

La Libera Officina di Modena, lo Spazio Sociale Libera e l’USI Modena esprimono la massima solidarietà e vicinanza al collettivo di Atlantide che ha subito uno sgombero infame deciso dallo stesso PD che ha sgomberato nel 2008 Libera. Stesse logiche di controllo sociale stessa guerra all’autogestione.
L’esperienza umana, sociale e autogestionaria di Atlantide deve continuare e continuerà ovunque.
Noi ci sentiamo complici.

OGNI IMMIGRATO È NOSTRO FRATELLO, OGNI IMMIGRATA È NOSTRA SORELLA

In tutta Europa le istituzioni e i media cercano di presentare i nuovi flussi migratori come una emergenza e parlano di invasione, come se i migranti che arrivano in Europa sui barconi o attraversando i balcani fossero un esercito ostile da cui dobbiamo difenderci, come se si trattasse di una situazione improvvisa e imprevista.

SAPPIAMO CHE NON È COSÌ.

I migranti sono sempre povera gente, oppressi e sfruttati che fuggono da situazioni di guerra e povertà estrema, e una volta arrivati diventano clandestini, per legge senza diritti e ancora più ricattabili e sfruttabili.
Ogni migrante ha un volto, un nome, una famiglia, una storia.

NOI VOGLIAMO GARANTIRGLI LA POSSIBILITÀ DI COSTRUIRSI UN FUTURO.

Non solo è giusto che riescano a sfuggire da guerre, fame ed oppressione: una volta arrivati devono godere degli stessi diritti che qui con le lotte abbiamo conquistato.
Noi siamo solidali con i migranti perché vogliamo trattarli come meritavano di essere trattati i nostri antenati che emigravano.

I PROBLEMI, I DIRITTI, LE LOTTE DEI MIGRANTI SONO ANCHE I NOSTRI.

Siamo internazionalisti e non accetteremo di farci mettere l’uno contro l’altro, di combattere una guerra tra poveri mentre i potenti continuano
ad arricchirsi sulla nostra pelle.
Laddove le istituzioni non vogliono arrivare arriveremo noi, per garantire ai nostri fratelli e sorelle ACCOGLIENZA, DIGNITÀ E SOLIDARIETÀ.
Alla Libera Officina verrà inaugurata una mostra di approfondimento sul tema dell’immigrazione, contro il razzismo istituzionale e a sostegno dei diritti degli oppressi e sfruttati di tutto il mondo.
Continueremo ad incontrarci coi migranti e ad organizzare dibattiti e manifestazioni a Modena e ovunque.

QUANTI E QUANTE DEVONO ANCORA MORIRE?

Siamo internazionalisti e la nostra patria è il mondo intero.

Affermiamo che ogni essere umano ha il diritto di fuggire dalla fame e dalla guerra. Noi che siamo solidali e autogestionari abbiamo il compito di ospitare, proteggere e garantire libertà e dignità ad ogni individuo.
Povertà e guerra sono alimentati e creati dagli Stati e dal Capitale per avere sempre manodopera a basso prezzo, per saccheggiare le materie prime e per garantirsi il controllo dei territori.
Per rimuovere le cause di tutto ciò dobbiamo combattere strenuamente Stati e Capitale in ogni luogo.

Di fronte all’immane tragedia di persone che muoiono, che vivono anni in lager, di donne stuprate, di persone fatte schiave, la risposta è l’accoglienza.

Come società avremmo la ricchezza perché tutti possano mangiare ed avere una vita dignitosa, come società contro lo Stato.

Accoglienza e redistribuzione sono elementi essenziali che dobbiamo rivendicare. I soldi spesi in armamenti dobbiamo riuscire a dirottarli in spese di accoglienza. Nessuno lascerebbe la “propria terra”, rischiando la morte, se non costretto da fame, guerra e povertà estrema.

Il saccheggio e la conquista di interi continenti hanno creato dittature e distrutto qualsiasi possibilità di produzione autonoma.

Questa è una guerra dichiarata all’umanità, guerra interna tra ricchi e poveri e guerra mondiale per il controllo delle materie prime.

Siamo tutti fratelli e sorelle e tutti abbiamo diritto di vivere.
Siamo indignati e arrabbiati e conosciamo la strada: la rivoluzione sociale.

IL BAROCCHIO SQUAT NON SI SGOMBERA!

Appena abbiamo appreso che esiste a Torino un progetto di costruire un
nuovo mini-OPG proprio dove esiste e resiste il Barocchio Squat, ci
siamo agitati molto.

Siamo complici e solidali con chi costruisce sogni.
Sogni fatti di libertà, di eguaglianza, di sperimentazione, di
emancipazione e di gioia.
Contrasteremo sempre chi vuole demolire questi sogni per sostituirli con
bieche aberrazioni fatte di sbarre, cinghie, filo spinato e
psicofarmaci.

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Spazio Anarchico Libera - Libera Officina